The Bach Open Project: VIE DI FUGA
 Orchestra Jazz del Mediterraneo e Maurizio Giammarco
  Giovanni Nicosia, Salvo Riolo, Giuseppe Primitera, Giovanni Morello (tpts) Camillo Pavone, Roberto Rossi, Giuseppe Consiglio, Antonio Caldarella (tbns) Orazio Maugeri, Marco Caruso, Rino Cirinnà, Gaetano Cristofaro, Carlo Cattano (reeds) Seby Burg
 Anaglyphos Records
 
(From M.Giammarco cover notes)
When I was asked to conceive of possible reworkings of Bach’s music for the Jazz Ensemble, an idea that began from the Magie Barocche Festival through its artistic director Antonio Marcellino, and then with Nello Toscano (executive producer of the Mediterranean Jazz Orchestra), my first instinctive reaction was along the lines of: Bach? It’s out of the question! It’s not my field, and in any case his music emanates such untouchable perfection. But so often, when I mull over these kinds of categorical judgements, another diabolic inner voice starts up, a voice of challenge and risk (or if you will, brazen recklessness), which so typically of the bloody-minded urged me to personally verify the limits of untouchability that I’d initially envisaged. Why not? In the end, Bach is the historic emblem of a musician’s musician: an illuminated artist but at the same time a tireless craftsman and musical scientist, absorbed like none other in the categorical investigation of the infinite architectonic designs of western thought and musical language (in his own time, only recently definitively codified in the equal temperament system). In short, an exquisitely speculative composer and therefore a mine of resources. Excluding for obvious reasons his religiously inspired production, I found fertile ground in that part of Bach’s repertoire of pure invention, in particular in that incredible corpus of fugues and canons called The Musical Offering. Bach created this work in turn starting off from a brief theme suggested to him by King Frederick II of Prussia, known as Frederick the Great, he too a musician in his spare time… and so Vie Di Fuga came about. Six of the eight tracks on this CD draw on that work, and include a reworking of all four parts of the Trio Sonata, a mix of canons sagaciously re-syncopated (Diversi Canoni) and my personal re-elaboration of the original theme by Frederick II (Regium Waltz). In a different vein, Sinfonia IX Revisited comes from one of the 15 Three-Voice Inventions or sinfonias, while Bach Gigabytes is an improvisation by our wonderful pianist Seby Burgio on some thematic cells taken from The English Suites. These tangential digressions of a jazz flavour may perhaps cause some purists to shudder but, and I’m increasingly convinced, they have an intimate resonance with the modular conception, and for this reason are destined to a perpetual modernity, of the Bachian spirit. On listening to them, I believe the great German might be the first to enjoy a hearty chuckle.

(Cover notes di M.Giammarco)
Quando mi è stato proposto di immaginare possibili rielaborazioni di musiche bachiane per Jazz Ensemble, un’idea partita dal Festival Magie Barocche nella persona del suo direttore artistico Antonio Marcellino, e intermediata da Nello Toscano (produttore esecutivo dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo), la mia prima reazione, a livello interiore, è stata del tipo: Bach? Non se ne parla proprio, non è il mio campo, e comunque la sua musica emana perfezione intoccabile. Di norma, proprio quando rimugino sentenze così categoriche, si accende in me un’altra diabolica vocina interiore, quella della sfida e del rischio (o se preferite della sfacciata incoscienza), che da perfetta bastian contraria mi esorta a verificare di persona i limiti d’intoccabilità da me inizialmente pronosticati. Perché no? In fondo Bach è l’emblema storico del musicista per musicisti: artista illuminato ma al contempo indefesso artigiano e scienziato musicale, immerso come nessun altro nell’investigazione categorica degli infiniti disegni architettonici del pensiero e del linguaggio musicale occidentale (alla sua epoca da poco definitivamente codificato nel sistema temperato equabile). Insomma, un compositore squisitamente speculativo e dunque una miniera di risorse. Escludendo per ovvi motivi la produzione d’ispirazione religiosa, ho trovato terreno fertile in quella parte del repertorio bachiano di pura invenzione, e in particolare in quell’incredibile corpus di fughe e canoni denominato l’Offerta Musicale, che Bach produsse, a sua volta, partendo da un breve tema suggeritogli dal re di Prussia Federico II, detto “il Grande”, anch’egli musicista a tempo perso... così nasce Vie di Fuga. Sei degli otto brani di questo cd si rifanno a quell’opera, e includono una rielaborazione di tutte e quattro le parti della Trio Sonata, un mix di canoni avvedutamente ri-sincopati (Diversi Canoni) e una mia personale rielaborazione del tema originale di Federico II (Regium Waltz). Diversamente, Sinfonia IX Revisited proviene da una delle 15 Sinfonie a tre voci, mentre Bach Gigabytes è un’improvvisazione del nostro eccellente pianista Seby Burgio su alcune cellule tematiche tratte dalle Suites Inglesi. Queste divagazioni tangenziali di sapore jazzistico faranno magari rabbrividire qualche purista ma, ne sono sempre più convinto, trovano un’intima risonanza nella concezione modulare, e per questo destinata a una perenne modernità, dell’anima bachiana. Ad ascoltarle, il gran tedesco sarebbe il primo, io credo, a farsi una grossa risata.

SELECTIONS:

1. Regium Waltz
2. Sinfonia IX Revisited
3. Diversi Canoni
4. Bach Gigabytes
5. Trio Sonata Jazz Adventures Part I
6. Trio Sonata Jazz Adventures Part II
7. Trio Sonata Jazz Adventures Part III
8. Trio Sonata Jazz Adventures Part IV