SOHO MOODS
Uno sguardo alla loft scene newyorkese degli anni Settanta

di Maurizio Giammarco (musiche e sassofoni) e Roberta Escamilla Garrison (coreografia)
con le danzatrici Djassi De Costa Johnson, Cinzia Franchi, Tery Weikel
e la Parco della Musica Jazz Orchestra

L’idea di realizzare un nuovo spettacolo di jazz e danza con Roberta Garrison, non poteva che riportarmi agli anni Settanta, decennio alla fine del quale si colloca l’inizio della nostra reciproca conoscenza, della nostra prima collaborazione (ricorrono proprio quest’anno i trent’anni dalla nostra prima performance: Wild Flowers), e di alcuni, per me, assai importanti trascorsi newyorkesi. SOHO MOODS nasce dunque come un mix di varie ispirazioni e intenzioni parallele. Il desiderio di rievocare, molto idealmente, le emozioni di una stagione irripetibile, densa di furori utopici e avanguardistici, e di celebrare un luogo, Soho, nei cui loft di derivazione industriale avevano trovato rifugio e si esprimevano, in quel periodo, artisti di ogni tipo votati alla ricerca “underground” e alla sperimentazione multimediale (anche Roberta ne aveva uno suo). Su tutto: i ricordi autobiografici di un periodo fondamentale per le infinite sollecitazioni che mi giungevano da ogni parte.
La musica di SOHO MOODS si sviluppa in forma di lunga Suite dove, fra un’improvvisazione e l’altra, coabitano temi recenti composti per l’occasione (fra cui il tema conduttore che si ascolta all’inizio), composizioni originali dell’epoca tuttora inedite recuperate dal mio archivio personale, e anche temi di Don Cherry, Stevie Wonder, Joe Zawinul, ed Herbie Hancock scelti perché molto evocativi. Questo breve ed etereo affresco musicale trova nella danza contemporanea (linguaggio protagonista nella New York di quegli anni) una partnership ideale. Ci riferiamo ovviamente alla danza jazz di Roberta Garrison.
Roberta Garrison, Djassi De Costa Johnson, Cinzia Franchi, Tery Weikel, volutamente di età e background molto diversi, condividono gli stessi stimoli che animano i musicisti jazz. Il legame di Roberta col jazz è molto più profondo di una pur forte empatia con un genere musicale: è una sintonia più intima che risiede nel fraseggio, nel ritmo, nel dare alle emozioni, a un certo mood, la preminenza, il venire prima, il guidare la creazione… A cominciare dall’improvvisazione: Roberta ha trovato la chiave per far lavorare le danzatrici al pari dei jazzisti, creando un’orchestrazione di movimenti fra le danzatrici (insieme, in opposizione, intorno l’una all’altra…). Questo modo di svolgere la coreografia ha offerto ampio spazio al contributo delle tre danzatrici: Cinzia apporta la sua personalissima interpretazione dei “passi” di Roberta, Djassi ha sviluppato il suo solo sulla musica di Doctor L., ed è tutto di Teri il brano Trans-love Airways.
(Maurizio Giammarco)

La scaletta:
1. Soho Mood (M.Giammarco)
2. Doctor L. (dedicato a Lester Bowie -M.Giammarco)
3. Big Glass #1 (M.Giammarco)
4. Trans-Love Airways: (Don Cherry)
5. Love’s In Need Of Love Today (Stevie Wonder)
6. Soho Trash (M.Giammarco)
7. Young And Fine (Joe Zawinul)
8. Big Glass #2 (M.Giammarco)
9. Sohobo (M.Giammarco)
10. Crossin’ Through (M.Giammarco)
11. Desireless (Don Cherry)
12. The Sorcerer (Herbie Hancock)

Maurizio Giammarco fin dalla fine degli anni ‘60 ha spaziato in differenti generi musicali sempre animato da un insaziabile spirito di ricerca. L’idea di sintesi riguardo al proprio vissuto musicale emerge, sia sul piano stilistico che compositivo, in tutti i suoi progetti passati e presenti. Dal 2005, come direttore della PMJO, ha anche elaborato un cospicuo numero di progetti orchestrali propri e altrui. Ha fondato e diretto numerosi gruppi a suo nome (come Lingomania, band storica degli anni ‘80), ed è apparso a fianco di tantissimi jazzisti di fama internazionale (Chet Baker, Lester Bowie, Dave Liebman, Phil Markowitz, Miroslav Vitous, Alex Sipiagin, solo per citarne alcuni) e di praticamente tutti i più importanti musicisti italiani. Attivo nel campo della didattica, della produzione discografica e concertistica, si è distinto anche come freelancer in dischi e tournee di musica pop. Ha scritto musica per teatro, danza, films, CD roms, orchestra sinfonica e archi, e un libro su Sonny Rollins (uscito nel ’97). Ha diretto per sei anni il festival Termoli Jazz Podium, e il suo nome è inserito nella prestigiosa “Biographical Encyclopedia Of Jazz” di Leonard Feather. Appare in oltre settanta titoli di jazz, senza contare le numerose partecipazioni in incisioni di vario genere.

Roberta Garrison, trasferitasi da San Francisco a New York nel ‘66, si immerge nello speciale fermento artistico-culturale della Manhattan degli anni Sessanta e Settanta. Dopo gli studi con Merce Cunningham, Dan Wagoner e Thelma Hill, esordisce con la compagnia di Marilyn Wood e collabora in seguito con Elaine Summers e Viola Farber. Inizia l’attività di coreografa nel ‘73 insieme al pianista Dave Burrell e al contrabbassista Jimmy Garrison, suo marito, continuando poi a collaborare con jazzisti anche dopo il trasferimento in Italia, dove risiede dal 1979. Nel 1981 fonda la Every Day Company con cui si esibisce in prestigiosi festival italiani ed esteri e per la quale numerosi musicisti hanno creato brani originali: Antonello Salis, Sando Satta, Riccardo Lai, Joy Garrison, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Furio di Castri, Roberto Gatto, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Arto Tuncboyacyan, Mario Crispi, Simone Haggiag, Nicola Alesini, Mauro Tiberi, Oscar Monelli, Andrea Polinelli, Luca Spagnoletti e suo figlio, il bassista Matthew Garrison.
Nel 1990 la compagnia si fonde con quella diretta da Aurelio Gatti dando vita alla MDA Produzioni Danza. L’ultima coreografia ideata da Roberta Garrison, su immagini di Theo Eshetu e musica di Thelonius Monk, è Strangers in Paradise (fine 2008).

Djassi De Costa Johnson ha studiato a New York le tecniche più diverse: Break-Dance, West African Dance, Afro-brazilian, Capoeira, classica, tiptap, Horton, Graham e Simonson, frequentando molte scuole, tra cui la Harlem School of Arts, e l’Alvin Ailey American Dance Theater. Nelle ultime sette stagioni ha fatto parte dei celebri Momix, ed è stata assistente di Moses Pendeleton. Da alcuni anni è attiva anche come coreografa; suo un lavoro presentato nell’estate 2008 ad Orlando (Florida) per la chiusura del Gala della National Urban League, presente Barak Obama.

Tery Weikel, danzatrice e coreografa, dopo un’intensa attività nell’area californiana e newyorkese, si stabilisce in Italia nell’ 83 e per dieci anni, fino al 2006, è direttrice artistica di TIR Danza di Modena. Ha collaborato con molti musicisti, tra i quali John Surman, Karin Krog, Antonello Salis, Danilo Terenzi, Steve Lacy, Mal Waldron, J.J.Avenel, Steve Potts, Rita Marcotulli, Art Ensemble of Chicago, Bob Moses, Louis Sclavis, Michael Reissler, Javier Girotto, Carlo Rizzo, Gianmaria Testa, Alex Hermann, Robert Moran, Michele Rabbia… Indirizzata più verso il free, ha condotto una ricerca profonda sulla danza post moderna.

Cinzia Franchi, diplomata in danza classica, approfondisce la danza moderna con le tecniche Graham e Cunningham. Conseguito il master triennale in “Arti e Terapie ad orientamento psicofisiologico” all’Università della Sapienza, opera da anni nel settore teatro-ragazzi, collaborando con numerosi teatri e anche come coreografa (Teatro Verde a Roma). Si occupa, come docente, d’integrazione sociale delle persone diversamente abili. Ha lavorato con le compagnie: Efesto, Excursus, Euroballetto, Altroteatro, Oplas Teatro e MDA Produzioni Danza, e nelle coreografie di Roberta Garrison, al cui stile si sente vicina.

La PMJO, Parco della Musica Jazz Orchestra è un orchestra di livello mondiale che si è finora destreggiata tra una moltitudine di progetti musicali di vario genere. L’orchestra ha effettuato più di 100 concerti, di cui una buona metà progetti originali, collaborando con artisti come Martial Solal, Mike Stern, Kenny Wheeler, Norma Winstone, Horacio “El Negro” Hernandez, Uri Caine, Karl Berger, Ingrid Sesto, Nguyen Lê, Maria Schneider, Roy Hardgrove, Mike Gibbs, Frank Tiberi, Michel Portal, oltre ad importanti jazzisti italiani come Riccardo Del Fra, Paolo Damiani, Bruno Tommaso, Dino e Franco Piana, Marcello Rosa, Giorgio Gaslini, Marco Tiso, Paolo Fresu e altri ancora.