LINGOMANIA - Lingosphere

Maurizio Giammarco (saxes)
Giovanni Falzone (trumpet - live electronics)
Umberto Fiorentino (guitar)
Furio Di Castri (bass)
Roberto Gatto (drums)

Nelle vicende del jazz nazionale, Lingomania si affermò come la band di riferimento degli anni Ottanta, come il Perigeo nei Settanta. Anche se musicalmente diversi, entrambi i gruppi riuscirono a elaborare i fermenti crossover delle rispettive epoche in uno stile assolutamente personale, con l'ambizione di superare la mera cerchia di appassionati di jazz attraverso l'idea, mutuata dal rock, di unire le convergenze creative di cinque eccellenti musicisti in un progetto comune.
Dopo la reunion del 2016, per i trent'anni dal loro esordio discografico (nel 1986, Riverberi, uscito per la Gala di Luciano Linzi, segnò una svolta nell'allora corrente produzione nazionale), i protagonisti di quella prima stagione, con l'aggiunta di Giovanni Falzone, hanno deciso di rimettersi in cammino e rinverdire i fasti di un nome prestigioso, a cui tutti loro sono legati per motivi non solo affettivi.
Messo da parte ogni vezzo celebrativo, Lingomania versione 2017 si rimette oggi in gioco con un nuovo lavoro discografico: Lingosphere, registrato per la Abeat Records, che rappresenta l'anello di congiunzione ideale fra presente e passato. Se il repertorio, fondamentalmente nuovo, si fonda ancora sulle composizioni di Giammarco e Fiorentino, autori dotati di un inconfondibile stile narrativo che è garanzia di continuità, il risultato complessivo è soprattutto il prodotto delle più disparate esperienze musicali accumulate dai cinque musicisti in trent'anni di percorso individuale, spesso a fianco di colleghi di livello internazionale. Oltre alle novità, il disco contiene anche un brano scritto all'epoca (un'epoca di furiosa produzione) e mai registrato: in realtà solo uno di tanti inediti rimasti in un cassetto ancora pieno di sorprese.
Questo gruppo "che della sintesi dei linguaggi faceva il vessillo di un jazz straordinariamente moderno, consapevole, e pienamente proiettato in un futuro prossimo" (dalla post-fazione alla Nuova Storia del Jazz di Alyn Shipton, di Vincenzo Martorella) è ora nuovamente in marcia, con rinnovato entusiasmo, verso i suoi prossimi lidi musicali.