03-06-2012
"Jazz Convention "
Eclectricity (recensione)
Attitudine jazz applicata a sonorità, linguaggi e intenzioni provenienti da direzioni diverse. I riferimenti si colgono già nell'introduzione cinematografica del lavoro, con la prima breve traccia Lost in the Tracks, e nei titoli di alcuni brani, Jimi's Changes, The Seven Step Program, The Monk Trilogy, che richiamano alcuni numi tutelari di un'operazione articolata e intrigante a diversi livelli.
Maurizio Giammarco, Dario Deidda e John Arnold propongono con Eclectricity il primo lavoro discografico di un lungo percorso in trio. Tricycles è, infatti, una formazione che esiste ormai da parecchi anni e si è esibita con regolarità dal vivo: caso ormai più unico che raro nella discografia attuale, Eclectricity presenta non un biglietto da visita ma il risultato di un'idea rodata, applicata e manipolata.
Manipolazione - rivolta a seconda dei casi ai suoni, ai ritmi, ai rumori e, per traslato, agli argomenti musicali - rappresenta una parola chiave di Eclectricity, sin dal titolo, coniato dalla sintesi di due elementi fortemente caratterizzanti la formazione. Giammarco, Deidda e Arnold propongono una musica eclettica come si lasciava intuire in apertura ed elettrica sia nell'accezione degli strumenti che delle atmosfere. "I play with music" é la frase campionata che appare nei break di The Seven Step Program e indica in maniera esplicita come i tre musicisti intervengono per ampliare con uso sempre mirato dell'elettronica il ventaglio sonoro della formazione. Campionamenti, voci, richiami ai brani e alle sonorità del jazz classico, ambienti sonori, tappeti armonici: tutto quanto si dovesse rendere utile alla causa sonora del trio diventa elemento funzionale a uno sviluppo musicale capace di guardare a tutti gli aspetti della storia del jazz, ma anche di pensare e proporre sempre una visione propria e, quando possibile e con senso dell'equilibrio e del gusto, eclettica.
Se gli interventi sul suono costituiscono una parte importante del lavoro, altrettanto lo sono le composizioni e il suono originale prodotto di sassofono, basso elettrico e batteria. Eclectricity si articola in venti tracce diverse per intensità, durata, intenzione e scelte linguistiche. Brevi inserti informali - realizzati, a seconda dei casi, in solo o da tutta la formazione, con l'utilizzo dei loop o direttamente con gli strumenti - punteggiano lo svolgimento del disco e introducono temi e sonorità dei brani. L'attenzione al groove e la potenza del sostegno offerto da Dario Deidda e John Arnold permette di puntare verso direzioni funky - come in The Seven Step Program - e, allo stesso tempo, di interpretare con disinvoltura disegni ritmici più frastagliati, come quelli di Darmonics o Turbamento.
La libertà e gli spazi presenti in un trio privo di strumenti armonici danno ai tre musicisti la possibilità di aggiungere elementi senza diventare ridondanti e completare poi il discorso con l'elettronica e le manipolazioni successive. L'utilizzo dei vari sassofoni e gli interventi sul suono consentono a Giammarco di dare colori di volta in volta diversi a un'espressione sempre solida e alla guida sicura del trio. Suoni naturali o sporcati, moltiplicati, effettati o sovrapposti: il particolare che rende fruibile e scorrevole Eclectricity è il fatto che il lavoro dei tre musicisti, per quanto dettagliato e complesso, non diventa mai barocco e i tanti tasselli che si aggiungono alle voci dei tre strumenti rappresentano il veicolo naturale per completarne il disegno.
Fabio Ciminiera